Sonno e rendimento scolastico: perché dormire bene aiuta a studiare meglio

È appena tornata l’ora solare e, per qualche giorno, molti ragazzi faranno fatica a svegliarsi o ad addormentarsi all’orario giusto. È il momento ideale per parlare di un tema che a scuola si affronta poco: il sonno. Spesso lo consideriamo tempo sottratto allo studio, ma in realtà è una delle condizioni che rendono possibile imparare.

Quanto dovrebbe dormire un adolescente?

Secondo l’American Academy of Sleep Medicine, tra i 13 e i 18 anni servono dalle 8 alle 10 ore di sonno per notte. Molti studenti delle superiori, però, dormono molto meno: vanno a letto tardi e si svegliano presto per arrivare in classe alle otto.

Non è solo una questione di abitudini. In adolescenza l’orologio biologico si sposta in avanti: è naturale sentirsi stanchi più tardi la sera. Se a questo si aggiungono gli schermi accesi fino a tardi, il risultato è un debito di sonno che si accumula giorno dopo giorno.

Cosa succede al cervello mentre dormiamo

Durante il sonno il cervello non si spegne: riordina ciò che abbiamo vissuto e imparato durante il giorno. È in questa fase che le informazioni passano dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Studiare fino all’una di notte prima di una verifica, quindi, rischia di essere controproducente: si rinuncia proprio al momento in cui quei contenuti verrebbero fissati.

Chi dorme poco tende a:

  • fare più fatica a mantenere la concentrazione durante le lezioni;
  • ricordare meno di quanto ha studiato;
  • essere più irritabile e reagire peggio allo stress;
  • prendere decisioni più impulsive.

Telefono e sonno: un rapporto da gestire

Lo smartphone è spesso il primo “ladro” di sonno. Notifiche, video brevi e chat spingono a restare svegli “ancora cinque minuti”, che diventano un’ora. Inoltre la luce dello schermo, guardato a lungo e da vicino, può rendere più difficile addormentarsi.

Non serve demonizzare il telefono, ma conviene dargli un orario: una regola semplice è spegnerlo, o almeno lasciarlo fuori dalla camera, mezz’ora prima di dormire. Usare una vecchia sveglia al posto del cellulare può sembrare un dettaglio, ma aiuta davvero.

Cinque abitudini per dormire meglio durante l’anno scolastico

  1. Orari regolari, anche nel weekend. Svegliarsi a mezzogiorno la domenica rende il lunedì mattina molto più duro.
  2. Studiare di pomeriggio, non di notte. Pianificare la settimana evita le maratone serali prima delle verifiche.
  3. Attenzione a caffeina ed energy drink, soprattutto dal pomeriggio in poi.
  4. Muoversi durante il giorno. Lo sport aiuta a scaricare la tensione e a dormire meglio, purché non sia troppo a ridosso dell’ora di andare a letto.
  5. Una piccola routine serale. Leggere qualche pagina, preparare lo zaino, abbassare le luci: sono segnali che dicono al corpo che è ora di rallentare.

Il ruolo della famiglia e della scuola

I genitori possono fare molto, più con l’esempio che con i divieti: una casa in cui la sera ci si “disconnette” un po’ tutti rende più facile per un ragazzo fare lo stesso.

All’Istituto Zanarini crediamo che il benessere degli studenti sia la base di ogni risultato. Per questo cerchiamo di organizzare compiti e verifiche in modo equilibrato, così che studiare non significhi sacrificare il riposo. E quando la stanchezza o l’ansia diventano difficili da gestire, gli studenti possono rivolgersi allo sportello psicologico della scuola.

Dormire bene non è tempo perso: è parte del metodo di studio. E forse è il consiglio più semplice da mettere in pratica già da stasera.

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