Cellulare vietato a scuola: cosa cambia alle superiori di Modena e come trasformarlo in un’opportunità
Dall’anno scolastico 2025/2026 il cellulare è vietato in classe anche alle scuole superiori, e la regola resta in vigore per il 2026/2027. Per molte famiglie di Modena è stato un cambiamento importante: per alcuni un sollievo, per altri motivo di dubbi e domande. Capire cosa prevede la norma e perché è stata introdotta aiuta a viverla non come un semplice divieto, ma come un’occasione per costruire un rapporto più sano con la tecnologia.
Cosa prevede la circolare sul cellulare a scuola
La circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 3392 del 16 giugno 2025 ha esteso alle scuole secondarie di secondo grado il divieto già previsto per il primo ciclo. Durante l’orario scolastico lo smartphone non può essere utilizzato, nemmeno per attività didattiche. Restano possibili le eccezioni previste dal Piano Educativo Individualizzato (PEI) o dal Piano Didattico Personalizzato (PDP), quando il dispositivo è uno strumento di supporto necessario allo studente.
Ogni istituto ha aggiornato il proprio regolamento e il patto educativo di corresponsabilità con le famiglie, definendo come custodire i dispositivi e quali conseguenze sono previste in caso di violazione. Il divieto riguarda lo smartphone, non la tecnologia in generale: computer, tablet e lavagne digitali continuano a far parte della didattica.
Perché limitare lo smartphone in classe
La scelta italiana segue un orientamento internazionale. Già nel 2023 il rapporto GEM dell’UNESCO aveva invitato i Paesi a valutare con attenzione l’uso dei telefoni a scuola, osservando che la loro semplice presenza può distrarre e ridurre l’apprendimento. Molti altri Paesi europei hanno introdotto regole simili.
I motivi principali sono tre:
- Concentrazione: ogni notifica interrompe l’attenzione, e servono minuti per tornare davvero sul compito.
- Relazioni: intervallo e lavori di gruppo tornano a essere momenti di confronto diretto con compagni e docenti.
- Benessere: meno tempo davanti allo schermo significa meno confronto continuo sui social e meno pressione, due fattori legati ad ansia e stress scolastico.
Il divieto non basta: serve educazione digitale
Togliere il telefono dal banco è solo una parte del lavoro. Fuori dall’aula gli studenti continuano a usare lo smartphone per molte ore al giorno, come abbiamo raccontato parlando dei social media nella quotidianità dei giovani. Per questo la scuola ha anche il compito di insegnare a usare la tecnologia con consapevolezza: riconoscere le notizie false, proteggere i propri dati, gestire il tempo online.
Sono le stesse competenze digitali che il mondo del lavoro richiede sempre di più, anche alle imprese del territorio modenese. Il computer resta così uno strumento di studio e di lavoro, non di distrazione.
Consigli pratici per studenti e famiglie
Qualche abitudine semplice può rendere il cambiamento più facile, a scuola e a casa:
- tenere il telefono lontano dalla scrivania durante i compiti, non solo silenzioso;
- studiare a blocchi di 25-30 minuti, con brevi pause senza schermo;
- concordare in famiglia orari “senza telefono”, ad esempio a cena e prima di dormire;
- riscoprire attività che non richiedono uno schermo, come lo sport o la lettura.
Anche un buon metodo di studio aiuta: chi sa organizzarsi ha meno bisogno di cercare distrazioni.
Una regola che funziona se scuola e famiglia collaborano
Il divieto dà i risultati migliori quando studenti, genitori e docenti condividono lo stesso obiettivo. Spiegare ai ragazzi il perché della regola, invece di imporla soltanto, li aiuta a sviluppare autonomia e senso di responsabilità.
Per chi cerca una scuola superiore paritaria a Modena, è utile chiedere come l’istituto applica queste regole e come accompagna gli studenti verso un uso consapevole della tecnologia. All’Istituto Zanarini le classi a misura di studente e il rapporto costante con le famiglie permettono di trasformare una norma in un’abitudine positiva: più attenzione in aula, più relazioni vere e un rapporto più equilibrato con il digitale.
